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Laboratori per scuole materne, elementari e medie

Laboratori per scuole materne, elementari e medieI processi in atto nel mondo attuale impongono alla scuola ed agli educatori un’accelerazione del dibattito sul confronto fra le culture dei diversi popoli. Sempre di più la scuola italiana deve poter insegnare al bambino che approssimarsi alle altre culture non significa smarrire le proprie radici e la propria identità, ma piuttosto essere disposti all’incontro, con la consapevolezza che il continuo mutare, integrarsi, meticciarsi delle culture è un fenomeno storico fisiologico e positivo, che ridà vivacità alla storia culturale di ciascun popolo.

 

La musica e la danza, in particolare quella africana, sono un ottimo campo di lavoro a questo scopo. Un tratto distintivo delle arti figurative africane è la stretta interrelazione con tutti gli aspetti della cultura, economici, sociali e magico-religiosi. Tutti gli elementi che compongono la musica africana rispondono a precisi concetti e simboli che trascendono i valori strettamente musicali.

Inoltre la danza africana ha alla sua base un concetto di estetica e di movimento profondamente diverso, si potrebbe dire opposto a quello occidentale. Si offre quindi come occasione per i ragazzi di vivere addirittura sul proprio corpo la diversità culturale e di scoprirne la ricchezza.

Barbara Mousy è un'insegnante esperta per adulti e bambini, ha tenuto diversi corsi nelle scuole pubbliche di Roma: tra di esse, la Scuola Media “Renato Fucini” (dove nel nel dicembre 1999 hanno dato vita allo spettacolo di Natale all’interno della drammatizzazione teatrale sul mito del fuoco in Africa e sul mito di Prometeo) e la Scuola Media “Di Veroli” (1999 e 2000).

Contenuto del laboratorio 

Il laboratorio di danza africana consiste in una serie di incontri in cui, con l’accompagnamento musicale dal vivo su tamburi africani, si insegneranno ai ragazzi una serie di coreografie di diverse aree culturali africane quali Guinea, Senegal e Benin.

In base a queste semplici coreografie sarà elaborata la gestualità tradizionale africana, carica di simboli e di potenza espressiva, per permettere al corpo di integrare movimenti insoliti e di sviluppare la coscienza ritmica. Partendo da tali simbologie di volta in volta si affronteranno temi riguardanti l’organizzazione della vita in Africa, le credenze, gli usi e i costumi.

Negli incontri si lavorerà sulla relazione del ballerino con il proprio corpo, concentrandosi su elementi fondamentali della danza africana: il contatto dei piedi con la terra, che è alla base di questa disciplina; la funzione della colonna vertebrale, asse del corpo governata dalla circolazione dell’energia e la cui mobilità determina la capacità espressiva del ballerino; la scioltezza dello sterno, parte del corpo in cui si concentra l’energia e che permette l’apertura alle emozioni; infine la scioltezza del bacino, centro vitale fondamentale del corpo umano. Sarà studiata l’armonia con la musica, essenziale per la comprensione delle danze di diverse provenienze dell’Africa e la relazione fra la danza e le percussioni, sviluppando le capacità di coordinazione motoria dei ragazzi.

L’intervento del percussionista di nazionalità senegalese, discendente di una casta di musicisti, sarà per la classe ancor più occasione per sperimentare dal vivo l’incontro con altre culture e sistemi didattici.

Obiettivi

L’obiettivo principale è quello di risvegliare nei ragazzi l’interesse e la sensibilità verso culture diverse dalla propria. Il laboratorio di danza, svolgendosi in un ambito ben diverso da quello dei banchi di scuola, può riuscire a catturare l’attenzione dei ragazzi trasmettendo anche contenuti culturali fondamentali. Tramite la danza sarà possibile quindi avvicinare i ragazzi a miti e credenze della cultura africana.

La classe avrà occasione di ricevere stimoli di natura sia mentale che fisica, non soltanto attraverso una serie di nozioni, ma anche come esperienza corporea.

Al di là degli obiettivi interculturali il laboratorio rappresenta inoltre una benefica occasione di movimento per i ragazzi, cui sarà di aiuto per sbloccare tensioni accumulate sui banchi di scuola.

Le coreografie così assimilate potranno sfociare in un saggio di presentazione o essere inglobate in altre operazioni di intercultura di altre classi (es. laboratorio sulla letteratura africana, drammatizzazioni teatrali, ecc.)


Modalità di realizzazione

  • E’ preferibile, ma non indispensabile che il laboratorio si svolga durante le normali ore di lezione e quindi in alternativa ad altre ore di insegnamento per garantire la presenza della classe al completo.
  • La durata del laboratorio dipende dall’obiettivo finale che si vuole raggiungere. E’ bene che gli incontri siano bisettimanali per ogni classe e la durata del laboratorio può essere da un minimo di 2 mesi a un massimo di 7 mesi.
  • Il luogo idoneo per i corsi può essere la palestra o il teatrino della scuola o un qualsiasi altro ambiente spazioso. In mancanza di spazi idonei è possibile svolgere i corsi all’aperto nel cortile della scuola.